martedì, ottobre 17, 2006

Un costructed Polpottism

bifolks,
anche oggi, come del resto quasi ogni giorno, c'e' un bellissimo sole caldo e il cielo e' azzuro nella guarnigione di Maimana. Maimana, se vi prendete la briga di cercarla sulla carta geografica, come ricordo di aver fatto con un certo sgomento in un giorno di maggio, si trova nel buco del culo dell' Afghanistan del Nord (Doshtum Land dal potente Doshtum che, in un modo o in un altro, e' stato un personaggio centrale nella storia di questo paese negli ultimi 25 anni. Memorabile quando fece (Ahmed Rashid, Talebani, ed Feltrinelli) legare un suo miliziano traditore al cingolo di un suo carro armato e lo fece, come dire, spappolare come monito ai presenti e non presenti a Mazar el Sharif. E' stato uno dei cardini dell'alleanza del nord e poi con i talebani e poi apripista alle forze speciali usa e alle truppe della coalizione che entrarono dal nord dall'uzbekistan e, infine, candidato alle presidenziali di ottobre con molte donne con assistenti in keeping con un outlook modernizzante e neo occidentale) non lontano dal confine con le immense tundre del Turkmenistan ed esattamente a meta' strada tra Herat ed Iran ad ovest e Mazar el Sharif e Uzbekistan ad est. A parte il no global italiano di udine (ho anche scoperto che era nei black block a genova e questo me lo ha fatto apprezzare e mi ha aiutato a sopportare le sue cazzate tipo 'massud e' stato ucciso dagli americani' senza sentire l'incontenibile impulso a ribattere e provocare.) con cui condivido il bunker (il bunker bolognese, diventato ormai come la mukata per arafat, e' stato abbandonato all'inizio dell'estate) ci sono altri 3 o 4 occidentali e un inutile e silenzioso nepalese spaurito rinchiuso nel suo compound di WFP (world food program). C'e' il colonnello dell'esercito uruguayano (probabilmente ex squadroni della morte anti rossi) distaccato presso UN che da settimane ospito in bunker/guesthouse (ci sono mura, guardie, procedure di sicurezza, procedure di evacuazione che, in gran sintesi, si riducono al cercare di salvare il culo come si puo' e cercare di metterlo in salvo dentro il compound dei PRT (Provincial Reconstruction Teams che e' il nome che le truppe NATO si sono date in una particolare declinazione della loro missione afgana) e che mi costringe, quando it's time for a very big one spliff di black afghan ash, di nascondermi in giardino o rinchiudermi nel cesso come facevo a 15 anni senza minimamente tener conto delle scie di aroma che poi mi lasc io dietro. Piu' che altro si e' creato una situazione di don't ask don't tell. But hey son mica frocio. Poi c'e' la simpatica giovinetta canadese che e' qui per far partire una FM radio di donne (ahime non ci e' dato accesso ad esse o ad altre. Qui non esiste contatto con le donne. riga), un canadese naturalizzato danese di UNDP che viene da 4 anni di Laos e con il quale, naturalmente vado un gran d'accordo, un simpatico (forse gay) italo svizzero di IOM, un placido africano sempre di IOM, un albanese di UNHCR, e, fino al periodo elezioni, 2 ex militari inglesi di Global Security contracted ad UNOPS di cui uno irlandese insormontabili nella loro capacita' di bere. Dimenticavo i tedeschi ovvero la famiglia di Viktor e Joelle composta da 5 meravigliosi figli che vanno dai 2 ai 14 anni con cui passo pomeriggi a disegnare che vive qui da 11 anni. Infine due o 3 UFO finlandesi che stanno con i PRT e gli 80 soldati del contingente PRT che vengono da UK, norvegia, danimarca e svezia guidati da un ufficiale britannico che quando vidi la prima volta mentre era in borghese me lo aveva fatto scmabiare per un altro EU expert mandato qui a scrivere un ennesimo paper. Alto, magro, affabile e dinoccolato e' stato la guest star di un Simpson's World su BBC poche settimane fa dedicato a questa regione.
Proprio l'altra notte, dopo essermi ritirato nel mio loculo con Dudu (che e' il gatto che da mesi ci accompagna nei giorni e nelle, mie, notti) mi sono cascati gli occhi su quei 3 quadernetti neri moleskin che mi ero portato riproponendomi di riempirli con i miei rigurgiti emozionali. Magari ne poteva saltare fuori qualcosa di buono mi ero detto quando decisi di metterli nel sacco prima di partire. Erano li', insieme ai libri che non ho quasi neanche letto (Le Correzioni di Franzen, La Commedia Umana di Balzac, My Life di Bill Clinton, l'Hagakure, qualcosa di Kapuchinski e il monumentale tomo di Hopkirk "Il Grande Gioco' ed Adelphi che consiglio vivamente e che racconta le storie individuali di avventurieri e militari russi o inglesi in questa parte del mondo tra il 1800 e il 1900. Le pedine, appunto, di quel Great Game allora in atto tra Russia e GB), praticamente ancora vuoti a parte quattro pagine riempite svogliatamente nel momento in cui termina la mattinata e sta per iniziare il pomeriggio e domina quello che mi piace chiamare il magico grande nulla afgano fatto di luce, silenzio, e di una natura seccata dal sole che guardo, disteso sui tappeti, dalla finestra del 'salotto' (all'inizio piu' che magico nulla, lo definivo il 'sole di satana'). E mi sono accorto, all'improvviso, che di tutti questi mesi non avevo scritto o raccontato niente mentre per mesi e anni, quotidianamente, ero riuscito (o almeno ci avevo provato) a raccontare del quasi niente. Ho allora pensato a tutte le cose che varrebbe la pena raccontare. Allle gare di buskashi che e' il polo afgano giocato tra agguerriti contendenti montanti splendidi cavalli afgani che si contendono la testa di una capra (una volta era la testa di un nemico of course) o alle virili e memorabili serate da Bronko che e' un pub improvvisato dagli ex militari di una organizzazione di demining nella cantina/bunker del loro compound a kandhahar che un paio di sere alla settimana si popola di simpatici (e meno simpatici) ragaz dellle forze speciali USA, di ex militari adesso nel demining e di qualche piede nero delle ong fa finta di non essere no global e anti yankee per allegre bevute di vino, whiskey o birra (just name one) tra cimeli appesi al muro che ripercorrono l'evoluzione delle armi degli ultimi 50 anni. Mitra, mitragliatrici, mine, granate e baionette. Nenache a dirlo di gnocca se ne vede ben poca ma dai racconti sembra che fino a 8-10 mesi quando il circo dell'humanitarian aid era al suo climax nel paese c'erano almeno 150 piedi neri di ong e tra loro anche molte signorine e, va ricordato, un nostro pioniere ci ha trovato persino la moglie e la madre della sua bambina. Adesso in tutto ne saranno rimasti una quindicina. In effetti Kandahar e' un posto alquanto faticoso e pericoloso. Insomma serate tra uomini veri e se ci diventi amico ti portano magari anche con loro il giorno dopo in elicottero nella caccia al talib o mentre con gps agiscono come FAC (Forward Air Controllers) ovvero puntano le coordinate sull'obiettivo che viene poi, processed e possibilmente annientato, dal jet in cielo. O alle indimenticabili e crudeli gare di Camel Racing dove 2 bimbi, di solito rapiti e poi venduti appunto per la gara, vengono messi su 2 cammelli che vengono poi fatti correre all'impazzata con il sinergico risultato dei bambini urlanti che terrorizzano, e dunque fanno ancora piu' velocemente, i cammelli. Una locale usanza afgana mi sono alla fine detto e non ho senz'altro esitato a scommettere e, con culo, a vincere su un cammello piuttosto che un altro.
Ma, ahime, non lo avrei mai potuto raccontare. Quasi niente, di quello che ho detto appena qui sopra, e' successo davvero. La prosaica realta' e' meno avvincente e gloriosa ma con una grande e intensa quotidianita'. Cosi', quando ieri una amica mi ha scritto che tutte le cose e persone sono sostituibili ma alcune sono indimenticabili bhe ho pensato che, per me, la carovana rimaneva una piccola cosa indimenticabile e che era stata una profonda e tra l'altro plateale cazzata venata di un vomitevole e stomacante buonismo (grazie zio franko per non aver risposto con auguri o cose del genere). Tra l'altro successe proprio in questi giorni 12 mesi fa e molte persone, da allora, non le ho piu' sentite e altre non hanno mai piu' voluto sentirmi . Questa mattina, quando ho deciso di scrivere dopo il messaggio di (lo ricordate?) MDSF (medical doctor of San francisco. Insomma quello sbocciante personaggio da film pieno di donne e attrici (e non ci ha mai detto chi era) che apre la posta, non mi sono preso la briga di ricontrollare chi e' dentro e chi e' fuori. Molti avranno cambiato e-mail, altri lavoro. Ma, in un certo senso, non l'ho neanche voluto fare. Come ripete il personaggio del romanzetto giallo Ocean Park (ah uno dei pochi libri che ho portato e letto) bisogna imparare a tirare una riga con il passato. E saperla poi attraversare.
direi che dalla guarnigione di capre e kalashnikov e' tutto. Fatevi una buona giornata



LA POSTA
ES: e da MDSF come gia' detto
(..): grazie!
Se per caso ti passa per la testa di mandare in giro i tuoi updates, ti assicuro che li leggerei molto volentieri.
La mia vita, da ora in avanti sara' molto piu prevedibile e (oso dirlo?) banale... pur piena di belle cose. Le tue avventure sarebbero un interessante cambio dai pannolini.

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