martedì, ottobre 17, 2006

Uno sprint nella serata

Come temevo il viaggio da Maimana a Kabul e' stato piu' complicato del previsto e tutti i piani sono saltati. Dopo bei momenti di saluti e distacco con la famiglia dei tedeschi con un altra cena con annessi canti di natale cantati dai bambini che sono 6 e non 5 come avevo scritto e con gli amici grazie a Fabrizio di IOM che ha messo a disposizione compound e ha organizzato il tutto. Ben 2 momenti musicali in programma. Il primo con un gruppo di bimbi afgani e tra questi una bimba di 5 anni da zecchino d'oro e il secondo invece con un vero musicante accompagnato dai due figli. Questo secondo momento e' iniziato verso le 21.30 quando tutti se ne erano gia' andati. Eravamo rimasti 4 expat, le guardie e staff di IOM e altri locali invitati. Insomma un bragadromo. MA Fabrizio, provvidenziale, ha fatto saltare fuori una quindicina di Baltika 9 e una bottiglia di wodka che gli amici locali non hanno disdegnato. Non penso che sia difficile immaginare che, da quel momento, la serata abbia avuto uno sprint. Con balli.
Il giorno dopo, infine, il saluto allo staff e un pranzo collettivo tutti seduti per terra in salotto. Eravamo una trentina e c'erano anche le 6 donne dello staff. Mi hanno anche regalato un tappeto. E cosi' sono 3. Ho dovuto tirar fuori tutto il mio talento costruito in anni di escursioni in montagna per fare stare tutta la roba nello zaino e nella sacca. Mi sono raccomandato che qualcuno dia da mangiare a Dudu e il giorno dopo, alle 7, siamo partiti. Dopo le 8 ore di viaggio di cui 3 di deserto ma, questa volta, con pioggia siamo arrivati a MAzar. Sta volta non avevo voglia di stare dai ragazzi di IRC. L'ultima volta a novembre ero stato in una camera senza riscaldamento e con puzza di diesel. Abbiamo dunque optato per un albergo. Stupendo. O meglio stupendo nel suo genere. Una coloratissima variegata umanita'. Penso che in poche parti del paese un expat possa, serenamente, andare in un albergo. Al sud senz'altro no. Comunque abbiamo (o meglio hanno) voluto raspare sul prezzo e ci siamo presi 3 camere da 30 dollari l'una con due in ogni stanza (a parte io che avevo bisogno di spazio per ridurre drasticamente il numero di borse e sacchi che avevo dietro). Abbiamo pranzato in albergo o meglio ci siamo fatti portare pollo da fuori e abbiamo mangiato nei luridissimi piatti che l'albergo ci ha prestato. Poi, alle 8, tutti in camera. Devo dire che i bagni erano marci. Veramente fetenti. Comunque verso alle 21 ho sentito urla in corridoio e un gran trambusto e, infine, le voci dei miei compagni occidentali (mik il no global e chris un simpatico anglo-canadese venuto su a maimana per IMPACS la radio delle donne). I miei avevano allagato il corridoio dell'albergo. Pieno di tappeti!!
Ieri mattina dopo una bella colazione di ciai (the) e pane in stanza ci siamo diretti da ICRC (comitato int croce rossa) per verificare il mio volo previsto per le dieci. Ci hanno detto che il volo era cancellato. Sapevamo gia' che quello di pachtech del giorno dopo era pieno. Rimanevano le linee afgane. Siamo andati dunque da Kam air e dopo un ora ci hanno detto che potevamo andare in lista per il giorno dopo. Ho dunque deciso, insieme a Chris, di accettare l'offerta di Otto. Otto e' un tedesco di una quarantina di anni cugino di Viktor che e' quello con famiglia. Inutile dirlo Otto e' un personaggio. Nato in Khazakistan ha vissuto in quel paese e nel Caucaso per circa 20 anni. Vive in afghanistan da quasi 2 anni e parla perfettamente il dari. E' architetto. Ci siamo dunque uniti a lui e ad un autista nel viaggio Mazar Kabul di otto ore che attraversa l'Hindu Kush e ilo passo/tunnel Salang costruito dai russi a 3300 mt. Quella strada, infatti, e' l'unica via di collegamento tra nord e kabul. Su quella strada c'e' la deviazione per la valle del Panshir, la valle di Masoud. Ed e' una strada cazzuta che per molti tratti attraversa gole. Le gole che i mujad trasformarono in forche caudine per i russi. Soprattutto durante la loro ritirata. Comunque e' uno scenario bello e impetuoso e mi hanno detto che in primavera ed estate e' un paradiso. Arrivati a Kabul alle 20 sono stato 'redarguito'. Penso di essere stato l'unico a fare Mazar-Kabul in auto in questa organizzazione. Vietato viaggiare per terra nei lunghi tratti e vietato farsi trovare in strada quando il giorno finisce. Questa sera, ultima sera nel paese prima di godermi uno sbocciante e disinquietante Sheraton Deira Hotels and Towers, c'e' un ennesimo party qui a Kabul. La solita e noiosa ballotta di kabul. E la cosa si tiene qui da noi. Ne ho zero voglia e andrei volentieri in albergo ma forse sarebbe interpretato come un comportamento scontroso. Che briga



Salothsar

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